Test interfono Cardo Freecom 2


Quest’anno, sbarca la nuova generazione di interfoni Cardo con l’obiettivo di superare i modelli di riferimento del passato. La gamma Freecom diventa più leggibile e anche più performante. Una grande sfida! Abbiamo testato per vari mesi di seguito quello che raccoglierà più successo nel pubblico, il Cardo Freecom 2 Duo.

Con i suoi due kit utilizzabili in modalità pilota/passeggero o da una moto all’altra, più accessibile che i fratelli maggiori di fascia più alta (gli Scala Rider Smartpack e PackTalk), il Cardo Freecom 2 si annuncia infatti come il modello più richiesto della gamma degli Scala Rider.

Cardo ne approfitta anche per provare una semplificazione salutare della nomenclatura dei suoi modelli. Il numero associato al nome Freecom (Freecom 1, Freecom 2 o Freecom 4) ti indica così quanti kit puoi connettere insieme – in altre parole, quanti motociclisti possono discutere guidando con ogni modello. Ebbene sì, hai capito bene, il Freecom 1 è perciò un semplice kit mani-libere, a meno che non siate più persone sotto il casco.

Out of the box

Eccoci, scartiamo. Come spesso accade con gli accessori elettronici, l’imballaggio è curato. Ogni componente del kit trova il suo posto in un elegante cofanetto a scomparti. C’è parecchia roba dentro, ti ci puoi perdere se è il tuo primo kit mani-libere/interfono. Niente è superfluo e non manca niente.

Scopri che il microcavo (per i caschi integrali) e i micro supporti (per i jet e i modulari) sono in dotazione. Non è sempre così, quindi è da sottolineare. È previsto il necessario per il fissaggio, a scelta pinzetta o pad adesivo. Senza dimenticare gli auricolari, diversi cuscinetti di ricambio, salviettine per sgrassare i punti da incollare, ecc. Anche i cavi di ricarica fanno parte del kit, ma non la presa murale. Un pezzo in meno da ritrovarsi nei cassetti!

Assemblaggio: Pinzetta o pad adesivo

Se sei innamorato del tuo casco, opterai senza dubbio per il montaggio con la pinzetta. Il sistema è ben fatto: la pinzetta in questione si monta senza attrezzi, collocandosi tra la calotta del casco e le schiume interne.  La superficie a contatto con la fragile vernice esterna del casco è ricoperta di silicone per evitare che si deteriori. Il sistema ha dato conferme su cinque caschi che l’hanno portato per il tempo del test, dall’integrale racing in carbonio al modulare passando per il jet urbano.
Tranquillo, se il tuo casco non rientra fra questi, potrai sempre ricorrere al supporto adesivo, che si adatterà a tutti gli altri casi.

Il resto del kit si monta senza problemi sempre se degli alloggiamenti siano previsti per le orecchie (cosa che oggi avviene per la maggior parte dei caschi). Ci metterai una ventina di minuti a montare il Cardo Freecom 2 come si deve.

Il risultato finale è piuttosto ben integrato. Mi è piaciuta molto la finezza del supporto e il fatto che nulla sporge sotto il casco: nessun pezzo di plastica o altri cavi sporgenti si impigliano alla tua spalla quando giri la testa. Nell’utilizzo, ho avuto problemi solo con un integrale sportivo (un X-Lite X-802), che staccava continuamente il microcavo.  Da imputare alla compattezza degli elementi del casco, i quali premevano sugli attacchi. Da quella volta tra l’altro, il contatto di uno dei due microfoni va e viene. Pensa a lasciare un po’ di morbido tra i fili per limitare i rischi.

La modalità interfono, fattibile da una moto all’altra

La comunicazione a lungo raggio è un privilegio riservato ai proprietari di Smartpack e di Packtalk, o di Freecom 4, il modello superiore a quello testato qui. Sul Cardo Freecom 2, l’utilizzo indicato è essenzialmente da pilota a passeggero. Detto ciò, avendolo messo alla prova, l’utilizzo tra moto si rivela più che fattibile! Difficile misurare con precisione la distanza che ti separa dell’interlocutore mentre guidi. Ciò non toglie, che si dimostra sufficiente per un comodo scambio. In pratica, fino a quando l’interlocutore che porta il secondo kit rimane a vista, sarai in grado di dialogarci in buone condizioni. Oltre qualche centinaio di metri, cominciano a sentirsi delle interferenze, fino alla chiusura totale delle comunicazioni se la distanza aumenta ancora.

Quindi in modalità «pilota-passeggero», non avrai problemi!

Qualità audio: il Cardo Freecom 2, un amplificatore!

Detto ciò, la portata non è sicuramente la cosa più importante. Il fattore principale per un buon comfort di utilizzo in modalità interfono, è la qualità della comunicazione col tuo interlocutore. E su questo punto, il Cardo Freecom 2 non ti deluderà! Non siamo mica ai livelli walkie-talkie dei primi interfoni, qui potrai discutere come fossi uno di fronte all’altro. Anche se sei un tipo che non smette mai di parlare!

E poi la qualità del suono gioca a favore della buona comprensione di ognuno. E questa si dimostra superiore per me a quella delle cuffiette intrauricolari generalmente fornite con gli smartphone (più di bassi in particolare). Segnalo comunque che non sono esperto del suono Hi-FI, e può darsi che il mio parere da profano sia invalidato dai professionisti dell’audio. 🙂 Ad ogni modo, quando ho fatto ascoltare qualche traccia musicale alla mia passeggera, era concorde con me sulla questione!

Il livello sonoro, gestito automaticamente

Resta il fatto che la tua percezione del suono dipende molto dalla qualità dell’isolamento fonico del tuo casco. Se sei obbligato a spingere al massimo gli altoparlanti ultra piatti, stai certo che la qualità del suono sarà discreta. Un consiglio: fai attenzione a collocarli proprio di fronte ai tuoi canali uditivi. Basta spostarli di qualche centimetro e la percezione può cambiare e di molto! Anche se il Freecom 2 limita i danni grazie al sistema AGC, che regola automaticamente il volume in funzione dei rumori ambientali. Completamente trasparente, l’AGC ti evita di perder tempo coi bottoni + e -.

E al telefono? Come spesso accade con gli interfoni, in modalità kit mani-libere, i tuoi interlocutori telefonici non si immaginano che rispondi loro mentre guidi. Nessun brusio legato al vento è da segnalarsi. Il «Sì cara/o, vado piano» si sentirà benissimo!

Manovrare il Freecom, si impara

Nell’utilizzo, per le funzioni essenziali, il Cardo Freecom 2 si dimostra piuttosto facile da manovrare. Molte sono gestite automaticamente: connessione al telefono così come al secondo interfono, dialogo con l’interlocutore, risposta vocale alle chiamate telefoniche. Tanto meglio, ti risparmierai di premere sui bottoni.

Se vuoi sfruttare il suo potenziale al 100% però, bisognerà memorizzare tutta una serie di manipolazioni! Ho messo da parte per te il manuale completo del Cardo Freecom 2. Ma le istruzioni tascabili, un piccolo depliant che presenta in maniera sintetica e illustrata le principali manipolazioni del Freecom 2, si dimostreranno molto più pratiche nel quotidiano.  E visto che prendono poco spazio, ti consiglio di portarle con te per non esser preso alla sprovvista in caso di bisogno.

La app Smartset, una aiuto in quanto a ergonomia

Sempre per economizzare i gesti sui bottoni, la app (ancora una!) di impostazioni Cardo Smartset può esserti di grande aiuto. Questa app consente di attivare o meno certi servizi, per esempio gli annunci sullo status (tipo «Mobile 1 connesso! »), il livello dell’AGC o il sistema vocale, tra gli altri. Da notare che tutte le funzionalità vengono attivate di default. Cardo Smartset ti consente anche di memorizzare nel comfort ovattato del tuo divano le stazioni radio e il numero di telefono di chiamata rapida. E la app gratuita ti consentirà di lanciare tutte le funzionalità dal tuo telefono, come la condivisione di brani musicali, la connessione ad altri dispositivi Cardo («Click to link»), ecc. Pratica per chi ha la memoria corta come me!
Il Freecom 2 dovrebbe potersi connettere con un interfono di un’altra marca, ma non l’ho provato. Fatemi segno nei commenti se volete che lo testi.

In quanto all’interfaccia «fisica», l’ho trovata semplice ed efficace. I quattro bottoni sono rappresentati da piccoli perni che spuntano dal supporto elettronico dl Freecom 2. Non proprio convincenti sulla carta, questi perni invece svolgono bene il proprio dovere.  Si riescono ad agganciare bene con facilità. Logicamente, con dei guanti invernali, l’operazione si complica, ma rimane fattibile.

Una buona affidabilità sulla durata

Dato che siamo in inverno, il Cardo Freecom 2 montato sul mio casco si è beccato qualche bel rovescio. Buone notizie: non ha mai dato segni di debolezza in fatto di impermeabilità. Non ho testato l’immersione completa, ma in fondo non sono un palombaro.

E nel complesso, dopo un uso prolungato e vari montaggi/smontaggi su diversi caschi, potrei solo segnalare una certa fragilità a livello dei fili di connessione del microcavo. Sistemali con precauzione se ne fai uso, come ti ho spiegato in precedenza.

Infine, sarebbe un peccato non parlare dell’autonomia! Con il Cardo Freecom 2 puoi tranquillamente guidare una giornata intera in modalità interfono senza esaurire la batteria. Bisogna avere molte cose da dire per riempire tutto questo tempo! Una ricarica (rapida) con attacco USB sul PC in mancanza della presa, e sei pronto a ripartire! Cosa vuoi di più dalla vita?

lineamenti5
ergonomia4.5
autonomia5
la qualità del suono4
portata5
Facilità d'uso4

La mia opinione: oltre le aspettative!

Sei alla ricerca di un kit mani-libere completo, non troppo caro, capace di funzionare come interfono pilota-passeggero e che possa persino servirti da una moto all’altra? Il Cardo Freecom 2 soddisfa in pieno le aspettative! Autonomia, efficacia, maneggevolezza, qualità audio, ecc. il Freecom è ottimo anche rispetto al prezzo. Ma, si sa che non esiste il prodotto perfetto, ti segnalo quindi la fragilità del microcavo, da maneggiare con precauzione. Ed è tutto! Insomma, per me, un prodotto, una garanzia, che può offrire più di quanto descritto nella sua scheda prodotto.
4.6

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Loïc

Loïc, redattore e tester per Motoblouz, io sono l'extraterrestre che attende la pioggia impazientemente, per mettere alla prova l'impermeabilità di una giacca o di un paio di guanti, ecc ... Grande fan di strade con curve, la moto é per me un mezzo d'evasione come un mezzo di trasporto.